venerdì 13 giugno 2008

Alessandria d'Egitto, l'araba fenice

Continuo il mio viaggio in Egitto, sono arrivato ad Alessandria, la città delle città più antiche del mondo, un idea di città non c'è più, è difficile dire che cosa è oggi Alessandria, se non un vento di nostalgia, un passato che non ritorna e un futuro avvolto nelle foschie che nel mattino salgono dal mare. Un viale sul mare così c'è solo in Costa azzurra, ma un vento caldo e umido accarezza i volti dei pescatori che rammendano le reti di fronte al mare, è fine di maggio, Alessandria è una città in attesa. Sulla spiaggia pubblica le donne velate, fanno il bagno con i vestiti a quest'ora, non c'è ancora nessuno e fra di loro giocano come bambine, lontane da occhi indiscreti sembrano alla ricerca di un tempo della spensieratezza, donne cresciute ma rimaste con i loro sogni di bambine, cosi mi piace raccontare Alessandria.

Alessandria la città sensuale simbolo dell' Egitto cosmopolita, fa oramai parte della storia anche se oggi un nuovo fremito sembra attraversare la città, la realizzazione di un nuovo porto turistico per le crociere nela mare mediterraneo, la futuristica Bibliotheca Alexandrina vuole essere un "faro di conoscenza" del Mediterraneo, con seminari che attirano luminari da tutto il mondo. Il teatro dell'Opera restaurato, il centro culturale dei Gesuiti, è stato riabilitato nel 2001, restituito come luogo di culturale alternativa per concerti, teatro e danza contemporanea, mostre e workshop creativi

Più di un ritorno al passato si coltiva il sogno di una rinascita. Le persone che ricordano la grande epoca d' Alessandria sono vecchi, i giovani non hanno alcuna intenzione di vivere con i fantasmi della storia. Alexandria è più orientata verso il Cairo che all'area del Mediterraneo. I ragazzi guardano ai centri commerciali moderni più che ai locali ed edifici storici è questo il nuovo destino della perla del mediterraneo. Fondata nel 331 aC. Alessandria brillò intensamente con il suo Faro, fu ammirata dai dai Greci, Fenici e Romani attratti dalla ricchezza della sua biblioteca e ammaliati dalla bellezza di Cleopatra, la sua luce è spenta perchè è spento il pensiero e la libertà.

Delle origini di Alessandria, resta solo qualche souvenir. La Biblioteca è scomparsa in fiamme, il faro distrutto dai terremoti, i palazzi sono stati inghiottiti dalla metropoli, la tomba di Alessandro Magno, mai recuperata. Rimangono i resti delle catacombe e del tempio eretto in onore di diocleziano. La spedizione di Napoleone nel 1798, descrive Alessandria come una luogo malato di malinconia con appena 6 000 abitanti, in rovina. Mezzo secolo più tardi, Alessandria divenne il motore di un Egitto nuovo e moderno, che grazie al progetto del canale di Suez diede grande slancio all'economia nazionale.

Nuovi quartieri, nuove strutture, viali sul mare è la traccia dell Alexandria che noi vediamo oggi. Una nuovo linfa che risveglia la citta dal suo torpore, divenne mondana, colta e ricca. Attratti da questo clima di libertà, vi si trasferirono uomini d'affari, intellettuali e artisti di tutti i ceti sociali Maurice Chevalier, Charles Trenet, Sarah Bernhard, Agatha Christie, Somerset, Maugham, Forster e Josephine Baker molti si rifecero una vita come : greci, italiani, francesi, inglesi, ebrei tanto che raggiunse 600 000 abitanti alla fine del 1920. Alcuni, come il poeta Costantino Cavafy, non hanno mai lasciata. Altri, come Omar Sharif, Georges Guétary o Georges Moustaki, hanno trovato spazio all'estero.

Uno dei figli di Alessandria il regista Youssef Chahine "La prima parola che viene in mente quando si pensa a tale epoca, è la libertà. Totale libertà". Questa epoca d'oro si è conclusa bruscamente con la rivoluzione del 1952, quando Gamal Abdel Nasser ha annunciato la nazionalizzazione del canale di Suez. La guerra che seguì, ha spinto la maggior parte dei stranieri in esilio e le loro proprietà confiscate. Non sono più tornati indietro.

L'esodo rurale sta completando trasformando la città ci sono ora sei milioni di abitanti, 80% del commercio egiziano passa di qui, la borsa del cotone è elemento economico più importante. La città è la roccaforte elettorale dei Fratelli Musulmani, la città è stata oggetto negli ultimi anni di diversi attentati mortali contro i cristiani, la Chiesa copta è stata fondata da San Marco nel primo secolo proprio ad Alessandria. Nella sinagoga Nabi Daniel, l'ultimo resto di ciò che è stato uno dei più grandi comunità ebraiche in Nord Africa, vivono sotto la protezione di forze di polizia che si ripara dietro scudi corazzati.

Il rinnovamento attuale è di auspicio di un cambiamento di epoca? Designata capitale culturale dei paesi islamici per l'anno 2008, Alessandria ha bisogno di essere più aperta mondo. Le autorità locali stanno lavorando in questa direzione così dicono, personalmente sono piuttosto dubbioso. L'ampliamento e il miglioramento del porto vuole ripristinare Alessandria sulla mappa delle crociere nel Mediterraneo. L'aeroporto di Borg-el-Arab, ha montato nel 2009 un nuovo terminale, e una pista che possono ospitare aerei a fusoliera larga. La sfida è lungi dall'essere vinta anzi aumento dei prezzi del petrolio e la nuova situazione economica mondiale spinge più indietro che avanti il sogno di un rinnovamento d'Alessadria d'Egitto, il cui destino e la mancanza di una cultura sembra pesare più della volontà.

6 commenti:

scricciolo ha detto...

Che bello questo blog...sembra di viaggiare nel leggere i post :-)
Buona domenica

Alex Mantovani ha detto...

E' un analisi molto lucida sulla città che non conosco ma che grazie alle tue descrizioni ci sembra di essere li

stefania ha detto...

è il mio sogno vedere l'egitto mi fa un invidia

laura.golarsa ha detto...

Mi piace il tuo racconto perchè non è come gli altri, indice di una riflessione

Alessandra ha detto...

ciao Carmine,
ricambio la tua visita da me ...
che forza questa "cosa" di un blog in cui racconti di luoghi, di viaggi ... amo il pensiero di partire ... di conoscere persone e luoghi e poi di tornare con l'animo pieno di sensazioni e raccontare!
a presto
Alessandra

trekker ha detto...

Carmine,
sono rientrato da Roma e ricambio volentieri la tua visita sul mio blog.
Sono stato anch'io ad Alessandria, ci sono arrivato via mare con la Achille Lauro (ahimè tanti anni fa) e ricordo una splendida alba dorata. La città era ancora addormentata con i suoi minareti, silenti guardiani delle umane vicende, che indirizzavano lo sguardo ad un cielo carico di suggestioni. A chi volesse fermarsi in questa città consiglio una sosta nei, sempre più rari, caffè storici per immergersi pienamente nella magia del vicino oriente.
Saluti