lunedì 14 aprile 2008

Sulla rotta di Michele Strogoff da Mosca a Irkoutsk

Nell' anno 1876 Julio Verne pubblica “Michele Strogoff”, un racconto d’avventure di un soldato, corriere dello Zar, al quale viene affidato il delicato incarico di consegnare una lettera per il Gran Duca, suo fratello, assediato a Irkoutsk. Per portare a termine la sua missione il coraggioso soldato mette in gioco e a rischio la propria vita, i propri affetti e le persone a lui più care. Il romanzo costituisce un ritratto della Russia del grande impero alla fine del XIX° secolo. Percorrere la strada del celebre corriere dello zar, vuole dire fare un viaggio in un paese tra passato e presente all’ inizio del XXI ° secolo.

Iaroslavl è la stazione ferroviaria di Mosca, da dove partono i treni verso le destinazioni più remote dell’est del paese. Slavi, tartari, kirghezi, uzbeghi e mongoli è un incrocio di etnie e di lingue. Da qui Strogoff iniziò il suo viaggio, su un binario, un treno verde un po’ sbiadito, di un mattino freddo e gelido. I viaggiatori si mettono in coda per salire agitando il biglietto verso i controllori in alta uniforme. Lasciato Mosca dopo pochi chilometri, penetriamo dentro immensità della Russia, “un paese senza paesaggio”, piatto i soli rilievi sono le cupole delle chiese. Sembra che stiamo passati attraverso una barriera temporale dove il viaggio diventa un’avventura nel passato. I binari scorrono lenti, siamo nella zona chiamata ”Anello d’oro” a circa 200 km da Mosca, un ideale corona di antiche città che svolsero prima di Mosca il ruolo di cuore politico e culturale della Russia, le chiese i monasteri e i cremlini (forti) dal treno offrono un pittoresco campionario d’arte e architettura, più che città si vedono piccoli villaggi dove si respira un atmosfera tranquilla di campagna.

Passiamo Rostov, Kostrova, Valdimir, Suzdal, antichi monasteri e case in legno decorate sparse tra i campi verdi, tra i quali intravedo le cupole azzurre e luccicanti d’oro della cattedrale della Natività della Vergine e il Monastero del Salvatore di Sant’Eutemio a Suzdal, città sembrano assopite nella loro storia, ma le chiese rimesse a nuovo, lucenti indicano che la religione ortodossa ha ritrovato nuovo vigore e forza. È in uno di questi monasteri che Strogoff portò in salvo prima di dirigersi verso Irkoutsk il figlio primogenito dello Zar.

Dopo 429 km arriviamo a Nizjny Novgorod (Gor’kij) è stata la prima sentinella della Russia zarista sul fiume Volga., è la terza città più importante della Russia, antica città dei cosacchi e dei mercanti, conserva oggi giorno le tracce del suo glorioso passato nel centro storico. Un cremlino composto da mura possenti,11 torri del XVI° secolo e la cattedrale dell’Arcangelo Gabriele. Il museo Sacharov ricorda la relativa recente epoca repressiva, dove venne esiliato il premio nobel. A poca distanza l’incrocio dei fiumi Oka e Volga si elevano dalla città le vestigia delle industrie metalmeccaniche, dal fiume i battelli commerciali e da crociera raccolgono la nostra attenzione.
Un colpo di sirena sveglia i miei sogni, delle visioni del XIX secolo, è il battello per Kazan, percorriamo un tratto di 408 km in 20 ore, i russi lo chiamano “matouchka Volga” il piccolo mare Volga, un fiume che percorre 3,590 km.

Kazan è avvolta in un’atmosfera carica di suggestione dell’Asia centrale, era il punto di arrivo di tutte le carovane della Siberia. Spiccano oggi le bellissime moschee, il mercato centrale e i caffè lungo la Ukitsa Baumana, una città ricca di storia, oggi è la capitale del Tatarstan, il popolo tataro discendenti di una tribù nomade di origine turca. Kazan è un ideale porta di accesso alla Siberia. Il suo cremlino è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità dal quale spicca la Cattedrale dell’Annunciazione e la Torre Syusumbike, alta 59 metri, che deve il suo nome alla principessa che rifiutò di sposare Ivan il terribile. Oggi Kazan è una città opulenta e ricca grazie ai pozzi di petrolio che contraddistinguono il suo skyline

Dalla stazione di Kazan riprende il nostro percorso in treno attraverso una linea tortuosa e panoramica attraverso le montagne (i monti urali) ci conduce prima a Perm, dove lo scrittore Boris Pasternack scrisse e ambiento il dottor Divago, e poi Iekaterinbourg, nota per i sanguinosi e misteriosi avvenimenti che hanno contraddistinto la fine dei Romanov, ma è anche la città natale di Boris Eltsin, cuore della ricchezza mineraria e industriale degli Urali. Lungo il percorso un paesaggio dominato da un senso di disordine e precarietà, come un bivacco di cosacchi. Scriveva Verne “Iekaterinbourg un lembo d’Asia nel cuore russo”.

Iekaterinbourg è la prima città dell’Asia, deve il suo nome a Caterina I, moglie di Pietro il grande. Non c’è traccia d’Asia della città, sembra una città dell’Europa del nord. A ricordare l ‘eccidio dei Romanov la piccola cappella della reverenda madre Principessa Fyodorovna , nei pressi si stà ultimando la chiesa del sangue in ricordo dei Romanov. Nonostante le ricerche mancano ancora il ritrovamento dei corpo di due componenti della famiglia reale, una figlia dello zar presumibilmente Maria (o Tatiana ?) e il principe Alexey.

Il nostro viaggio deve proseguire verso Irkoutsk abbiamo ancora 4000 km davanti, una strada composta da un sottile asfalto che affonda nei grande spazi. dappertutto i nugoli di zanzare, i sciami di tafani e sui piedi il gocciolamento dell’acqua stagnante. Pare di navigare in una sorta di mare verde o i boschi sembrano delle isole alla deriva. Questa è la Siberia.
Dovremmo percorrerla a cavallo come Strogoff dentro le vaste steppe che precedono Omsk. Ma Strogoff era di Omsk nato e cresciuto nella steppa siberiana abituato a muoversi nel clima caldo torrido e nel freddo polare. Passare l’inferno della confusione di Omsk è un’ impresa, proietta il viaggiatore verso i secoli passati. Non c’è nulla che ricordi Strogoff, ma trovo l’ambiente descritto da J.Verne a Tomsk poco più distante. Le vecchie case di legno del quartiere tataro sono ancora in piedi con finestre e balconi decorati e intagliati.

Al museo di Decembristes a Irkoutsk l’ambiente è diverso, nel palazzo appartenuto alla principessa Volkonski, i muri sono tappezzati di rosso, candelieri, pianoforte e porcellane con grandi specchi, il XIX° secolo rivive in tutta la sua brillantezza a breve distanza da lago Baikal. Una piccola comunità di nobili e ufficiali vennero deportati, per avere un giorno tentato di imporre una monarchia costituzionale. Diedero una nuova luce alla Siberia, crearono scuole, ospedali. I più ricchi costruirono delle case bellissime e si dedicarono all’arte della letteratura, della pittura e della musica. Per mantenere viva la tradizione si organizzano per i viaggiatori di passaggio delle serate con champagne e orchestra una degna conclusione per la fine del viaggio, alla fine del romanzo le disposizioni dello Zar permettono al Gran Duca di rompere l'assedio, riunirsi all'esercito e vincere la guerra contro i Tartari...


ARRIVARE : arrivare a Mosca
Aereo : http://www.aeroflot.org/ il principale vettore aereo russo collega l’Italia con la Russia. Tuttavia vi sono molti collegamenti con altre compagnie aeree come http://www.airfrance.com/ http://www.alitalia.it/ http://www.aua.com/ http://www.lufthansa.com/

Per i voli interni sempre aereoflot garantisce le tratte con Irkutsk con la frequenza di 4 volte al giorno con voli dalla durata di 7.30 ore.

Treno: è possibile arrivare a Mosca dall’Italia in treno, ma il tempo di percorrenza è molto lungo circa due giorni e due notti il miglior collegamento è da Venezia S. Lucia alle 13,14 con cambio a Vienna sudbahnhof 21.02 e arrivo a Mosca alle 7.00 del mattino per un totale di 33 ore di viaggio. Per il ritorno da Mosca 22.15 con arrivo a Vienna 6.56, alle 8.57 treno per Venezia Santa Lucia arrivo alle 16.46.
È possibile da Vienna scegliere anche l’altro percorso Vienna, Budapest. Kiev, Mosca ma dura 48 ore

3 commenti:

brii ha detto...

prima o poi..ci vado in russia!
bellissimo viaggio...grazie per averlo condiviso con noi.
bacioniiii
brii

Giuseppe Bandirali ha detto...

che voglia di fare un viaggio nella storia

marcella candido cianchetti ha detto...

mi piacerebbe ritornare in russia via treno ma quanto può costare? figurati se mi spaventano le ore di treno una che sogna l'ormai scaduta turisicamente transiberiana! ciao